Animas – di Federica Cabras

Animas – di Federica Cabras

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Animas – di Federica Cabras

recensione di Emma Fenu

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Animas è l’ultimo, atteso, romanzo di Federica Cabras, edito da Officina Milena nel novembre del 2020.

Ho avuto il piacere e l’onore di curarne la prefazione, che a seguito vi riporto.

Buona Lettura.

Dalla maledizione nella morte alla rinascita nella vita

“Se riandiamo con la mente alla storia passata dell’uomo, troviamo, tra molte altre convinzioni religiose, una fede universale nell’esistenza di fantasmi o esseri eterei che sono vicini agli uomini ed esercitano su di essi un’influenza invisibile ma possente. In genere si crede che tali esseri siano spiriti o anime dei trapassati.” Carl Gustav Jung

Non c’è una sola Sardegna, vera a dispetto di altre, e neppure se ne distinguono due, la prima fatta di spiagge bianche e rocce a picco sul mare e la seconda di montagne, neve e spiriti in danza. Ci sono tante Sardegna quante sono le isole di terra e di anima, i non-luoghi con focolari che scaldano miti, fiabe e moniti.

Animas è la anche storia di una Emma che scrive per lavoro e si dedica alla narrativa. Una Emma appassionata di tempi antichi, avida di parole sussurrate, fiera di essere una sposa della Luna, forte come una Dea e complessa come una Donna. Una Emma che ritiene che si possa essere madri non solo di figli, ma anche di idee, sogni, progetti.

Una Emma che, dati i suggerimenti espliciti, potrei essere io, ma che io non sono. Non c’è una sola Sardegna né una sola Emma né una sola storia.

Federica Cabras ci porta nel suo altrove o meglio in uno dei suoi altrove, perché le donne – e le scrittrici – sarde hanno tutte capelli di onde nella tempesta, aliti di maestrale e libeccio e nuraghi nell’utero, ma non sono tutte uguali e non raccontano tutte la stessa Isola.

Animas è un libro intenso e sfaccettato: un noir che vira nel gotico, con fantasmi da brividi e con vermi che escono dalle orbite degli occhi in putrefazione; eppure, ad una lettura attenta, si rivela un romanzo di formazione, con un viaggio dell’eroe che si delinea pagina dopo pagina. La Cabras, lettrice appassionata oltre che scrittrice, intreccia suggestioni di Edgar Allan Poe, Charles Dickens, Montague Rhode  James, Stephen King, includendo il cinema d’autore, come Pupi Avati ne “La casa con la finestre che ridono”. E non sfugge le l’atmosfera di femminile seduzione al brivido di Mary Shelley e la isolitudine dolce e amara di Grazia Deledda.

Potremo iniziare a raccontare Animas ricorrendo al “C’era una volta”.

C’era una volta, dunque, una bambina di nome Graziella che viveva con la mamma e il papà, in armonia. Non sapeva, la piccola, che una terribile maledizione gravava da secoli sulla sua famiglia, condannando i maschi Ruinas – nomen homen– a perire in modo improvviso il 31 ottobre, quando il limen, ossia il confine o la soglia, fra vivi e morti si fa nebbia valicabile, e a vagare, in cerca di pace disattesa, nelle case buie di ombre e di ricordi. Noi sardi non l’abbiamo comprato con le zucche di plastica dei centri commerciali il sacro vincolo del rito: noi lo possediamo nel sangue, intrecciato nel cordone ombelicale che ci riporta nel ventre del Tempo.

Ma, per spezzare l’incantesimo, bisogna sapere la verità e per sapere bisogna superare le prove disseminate nel bosco dell’infanzia, dove i lupi stanno in agguato con le fauci spalancate e i denti lordi di sangue.

Il papà di Graziella non sfuggì alla triste sorte segnata e spettò alla bambina, con l’ausilio di aiutanti, liberare la famiglia sciogliendo il nodo della maledizione. Non a caso anche in psicologia transazionale le “eredità” generazionali che cagionano il reiterarsi di comportamenti sono chiamate “maledizioni” senza allusione alcuna a formulari magici in cui si richiede l’intervento del maligno.

Solo quanto Graziella, eroina del suo viaggio, chiuderà il cerchio delle storie e dei traumi familiari, allora potrà dirsi libera, ossia adulta in un mondo da chiamare futuro, un mondo in cui i figli sono liberi dalle colpe dei padri, un mondo in si può cui rinascere a ogni luna.

Animas è una storia di  promessa di primavera e di età dell’oro in cui uomini e animali vivono nel rispetto, in cui Ade e Proserpina si danno la mano e sorridono invitando alla danza ogni Donna. Ogni Donna che è dea, strega e fata, ossia Jana, e che custodisce un tempio di terra, mare e sangue, un’Isola in cui Vita e Morte sono spose.
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Sinossi

La notte del trentuno ottobre, in cui il confine tra i vivi e i morti si fa meno nitido, è una notte pericolosa per la famiglia Ruinas.

I maschi di questa stirpe sono maledetti: se un Ruinas incontra la morte nella sera dell’ultimo giorno di ottobre, resta sulla terra per sette anni, durante i quali opera per condurre alla pazzia e poi alla tomba il resto della famiglia.

Nella Sardegna degli anni Cinquanta sono Lucia e sua figlia Graziella a fare i conti con la morte dannata del loro capofamiglia Giovanni.

Quando la madre comincia a perdere il senno, è la giovane Graziella che continua a lottare per cambiare questo destino, sostenuta da Umberto, un altro Ruinas in pericolo, che le darà il coraggio necessario per provare a mettere in salvo tutti.

Titolo: Animas
Autore: Federica Cabras
Edizione: Officina Milena, 2020

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