Città sommersa – di Marta Barone

Città sommersa – di Marta Barone

Città sommersa – di Marta Barone

recensione di Giovanna Pandolfelli

città sommersa

Finalista al Premio Strega, vincitore del Premio Vittorini, Città sommersa è l’esordio letterario per adulti di Marta Barone pubblicato da Bompiani nel 2020.

“Leonardo ha avuto la vita che voleva. È sempre stato dove voleva, in fin dei conti.”

Leonardo Baroni, LB, padre dell’autrice, MB, è un uomo dal passato sfuggente, sembra aver avuto una vita del tutto diversa prima della nascita di sua figlia e questo lo rende inafferrabile agli occhi di lei che indaga sugli anni della giovinezza dell’uomo per scoprirne i lineamenti, per ricostruirne i tratti caratteriali.

“Era davvero tutto accaduto? Lui esisteva veramente? Era una creatura vivente, una persona di carne e di sangue, non solo un personaggio astratto di cronaca ferale? -Vorrei solo sapere com’è andata”.

Leonardo Barone, originario di un piccolo paese isolato del sud Italia, di famiglia borghese e tradizionale, nella Torino degli anni Settanta si rivela un ribelle, un idealista che si divide tra militanza di estrema sinistra e la professione di medico. Momento cruciale della sua vita un processo subito dal quale è stato scagionato, eppure rimasto come un’ombra sulla sua esistenza.

Da qui parte la figlia per risalire ad una verità non tanto giuridica, che era già stata stabilita, quanto piuttosto intima, individuale, personale, la verità sul volto reale di un uomo con il quale cerca una nuova connessione. Le sue scoperte si intrecciano con i singoli episodi di cronaca di quegli anni e ne tracciano un quadro singolare, tra il pubblico e il privato, tra l’intimo e l’esterno.

“Quella piccola foto sciupata diventava l’effige tragica di un’epoca.”

Erano anni di militanza, di forte idealismo a cui Leonardo Barone aderirà come uomo e come medico, il medico-operaio, senza tuttavia lasciarsi trascinare dalle frange estremiste della lotta armata.

Il partito imponeva regole rigide, la totale dedizione agli ideali proposti, costringeva a lavori di manovalanza a fini rieducativi e raccoglieva tutti i guadagni del singolo per ridistribuirli alla comunità.

In molti ci hanno creduto, tra questi anche Leonardo Barone, eppure di quegli anni nella memoria collettiva non resta che la lotta armata, gli episodi di violenza estrema.

Merito di Marta Barone è quello di restituire alle cronache vicende di idealismo puro, di persone che aderirono alla fede, all’illusione.

“Tra me e lui c’era una distanza incolmabile, che avvertivo sempre più nitidamente man mano che smetteva di essere soltanto mio padre e diventava sopra ogni cosa il mio personaggio.”

Marta Barone va alla ricerca di una città sommersa, che non è soltanto la Torino degli anni di piombo, riscoprendo i luoghi della militanza di suo padre e dei suoi compagni, luoghi a volte molto prossimi a lei e alla sua infanzia eppure oramai lontani. Una città sommersa, dicevo, che è anche metaforica e ci parla dell’intimità familiare e personale e lo fa rispolverando gli archivi di una famiglia senza avi, priva di quella storia che lascia tracce, semplicemente perché fatta di gente semplice e analfabeta.

“Io credo che se esiste un nostro archivio familiare sia questo: volatile, fatuo, immateriale, di cui è impossibile restituire l’essenza irripetibile, la vita, senza che le parole manchino il segno – com’è povera la lingua della gioia”.

Tra il romanzo diaristico e il saggio, con uno stile fluido, nitido, ricercato e mai lezzoso, dai tratti talvolta essenziali e diretti, eppure elegante nella sua limpidezza, il narratore compie un viaggio catartico per il quale deve ringraziare la scrittura e il suo potere di guarire quella ferita che rendeva inconciliabili aspetti di un mondo e di un uomo all’apparenza estraneo rispetto a quello conosciuto dalla figlia.

“Erano parole di un universo alieno, da documentario […] o da nota a piè di pagina di uno dei saggi di storia politica che leggevo tanto spesso anni prima; non appartenevano alla mia vita e soprattutto – soprattutto – era inverosimile accostarle all’uomo che conoscevo, il sessantenne dimesso […] così indifeso e fragile, appeso alla sua biciletta […]”

Ne emerge un personaggio dai tratti molteplici e complessi, ma anche un uomo con le sue debolezze, i suoi sogni, la sua coerenza e soprattutto ne emerge una figlia affezionata e una scrittrice contemporanea di levatura che ha saputo egregiamente compiere il passaggio dalla letteratura dell’infanzia a quella adulta, quasi a sovrapporre il percorso umano a quello creativo e professionale.

Link d’acquisto

https://www.amazon.it/Citt%C3%A0-sommersa-Marta-Barone/dp/8845299422

Sinossi

Il ragazzo corre nella notte d’inverno, sotto la pioggia, scalzo, coperto di sangue non suo.
Chiamiamolo L.B. e avviciniamoci a lui attraverso gli anni e gli eventi che conducono a quella notte.

A guidarci è la voce di una giovane donna brusca, solitaria, appassionata di letteratura, e questo romanzo è memoria e cronaca del confronto con la scomparsa del padre, con ciò che è rimasto di un legame quasi felice nell’infanzia felice da figlia di genitori separati, poi fatalmente spinoso, e con la tardiva scoperta della vicenda giudiziaria che l’ha visto protagonista.

Chi era quello sconosciuto, L.B., il giovane sempre dalla parte dei vinti, il medico operaio sempre alle prese con qualcuno da salvare, condannato al carcere per partecipazione a banda armata? E perché di quel tempo – anni prima della nascita dell’unica figlia – non ha mai voluto parlare?

Testimonianze, archivi e faldoni, ricordi, rivelazioni lentamente compongono, come lastre mescolate di una lanterna magica, il ritratto di una persona complicata e contraddittoria che ha abitato un’epoca complicata e contraddittoria.

Torino è il fondale della lotta politica quotidiana con le sue fatiche e le sue gioie, della rabbia, della speranza e del dolore, infine della violenza che dovrebbe assicurare la nascita di un avvenire radioso e invece fa implodere il sogno del mondo nuovo generando delusione e rovina.

Il romanzo di un uomo, delle sue famiglie, delle sue appartenenze, la sua vita visitata con amore e pudore da una figlia per la quale il mondo si misura e si costruisce attraverso la parola letta e scritta.

Titolo: Città sommersa
Autore: Marta Barone
Editore: Bompiani 2020

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

uno × 4 =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.