Trotula de Ruggiero – la prima donna medico dell’Europa medievale

Trotula de Ruggiero – la prima donna medico dell’Europa medievale

Trotula de Ruggiero

Trotula de Ruggiero – la prima donna medico dell’Europa medievale

Trotula de Ruggiero, nata a Salerno intorno al 1030, è un personaggio storico non molto noto ai giorni nostri, ma è stata una vera pioniera della medicina, diventando a tutti gli effetti una donna da Guinness dei primati: è infatti considerata la prima donna medico dell’intera Europa.

Ma chi era? Scopriamolo insieme!

Trotula de Ruggiero – le fonti

La prima testimonianza delle abilità in campo medico di Trotula ci arrivano da Rodolfo Malacorona, nobile normanno, che dopo una visita a Salerno nel 1059 asserisce di aver conosciuto una donna migliore di lui nell’arte medica.

Di lei parlano anche altre fonti, fra cui un anonimo francese del XIII secolo:

 

Vi dico di una donna filosofa di nome Trotula, che visse a lungo e che fu assai bella in gioventù e dalla quale i medici ignoranti traggono grande autorità ed utili insegnamenti, ci svela una parte della natura delle donne. Una parte può svelarla come la provava in sé; l’altra perché, essendo donna, tutte le donne rivelavano più volentieri a lei che non a un uomo ogni loro segreto pensiero e le aprivano la loro natura. (fonte: Pietro Greco, https://www.rivistamicron.it/terza-pagina/trotula-de-ruggiero-prima-donna-medico-divenuta-leggenda/)

Trotula de Ruggiero

Salerno e la scuola Salernitana

Salerno è una città fiorente e ricca: sotto il dominio longobardo, la città diventa nota come Opulenta Salernum, grazie ai suoi commerci e alla pace che regna proprio nel periodo in cui Trotula nasce: questa è la dicitura che riportano le monete coniate in questo periodo.

Trotula oggi ci sembra un nome strano, ma all’epoca era piuttosto diffuso, anche nelle varianti Trottula, Trotta, Trocta o Troctula.

Salerno ospita, in questo periodo, una delle più importanti scuole d’Europa. Oggi considerata la struttura universitaria più antica, trae le sue origini fin dal IX secolo e intorno al Mille vive nel suo massimo splendore. La sucola di Salerno è un crocevia culturale importantissimo: grazie ai traffici commerciali e al porto, qui si fondono tutte le culture principali che si affacciano al Mediterraneo. La scuola risente e assorbe influssi che la rendono unica: in un periodo in cui tutto il sapere è chiuso nei monasteri, a Salerno giungono libri dal mondo cristiano e arabo, normanno, greco. Grazie alla “Scuola Medica”, la medicina fu la prima disciplina scientifica a uscire dalle abbazie per confrontarsi di nuovo con il mondo e la pratica sperimentale.

La scuola è nota in tutta Europa e qui giungono studenti e ammalati speranzosi di trovare una cura.

Le Mulieres Salernitanae

Mulieres Salernitanae è una polirematica che raccoglie tutte le personalità femminili che hanno operato nell’ambito della Scuola medica salernitana. Lo statuto della Scuola, infatti, nel solco di alcune tradizioni medievali, non precludeva l’esercizio della professione medica alle donne. Fra i nomi giunti fino a noi troviamo proprio Trotula de Ruggiero, insieme a Rebecca Guarna, Abella Salernitana, Mercuriade, Costanza Calenda e alla seconda moglie di Roberto il Guiscardo, Sichelgaita di Salerno.

Il ruolo delle donne nell’ambito della Scuola non era solo di apprendimento passivo, ma anche attivo: Trotula è conosciuta per i suoi trattati medici, insieme ad Abella Salernitana.

Trotula de Ruggiero

Trotula de Ruggiero – la vita

Di Trotula non si sa molto: sappiamo che nacque a Salerno, in seno alla nobile famiglia normanna De Ruggiero, famosa al suo tempo per aver donato a Roberto il Guiscardo parte dei propri averi per la costruzione del Duomo di Salerno. La posizione economica e sociale permise a Trotula di assecondare la propria attitudine verso gli studi medici,

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Grazie alle sue origini, Trotula ebbe l’opportunità di intraprendere studi superiori e di medicina.

Praticò la professione medica insieme al marito, Giovanni Plateario, prima che in città arrivasse il celebre medico Costantino l’Africano.

Dal matrimonio nacquero due figli, Giovanni Plateario il Giovane e Matteo, che proseguirono l’attività dei genitori e che sono ricordati a loro volta come come Magistri Platearii.

Trotula de Ruggiero – le opere

Trotula, insieme alle altre Mulieres Salernitanae, si dedica principalmente alla ginecologia e all’ostetricia. Il mondo muliebre è il centro dei loro studi, che abbracciano anche la cosmesi.

La grande rivoluzione del suo pensiero, che oggi ci stupisce per la modernità (soprattutto tenendo conto quanto nei secoli successivi si sia abbandonata questa via, oggi quasi ovvia) sta nel modo di affrontare i concetti di malattia e salute, quest’ultima non considerata solo come assenza di malattie, ma come stato di benessere dell’individuo. La cura, per Trotula, si basa innanzitutto sulla prevenzione dei mali: anche questo concetto è più valido anche oggi.

Già per i suoi contemporanei, Trotula era un’indiscussa personalità della medicina e le sue opere, che oggi ci sono giunte solo in parte, dei testi molto autorevoli.

Trotula de Ruggiero

De passionibus mulierum ante in et post partum

L’opera maggiore di Trotula è il De passionibus mulierum ante in et post partum – sulla sofferenza delle donne prima, durante e dopo il parto –  che fu trascritto per quattro secoli e tradotto in numerose lingue, edito a stampa nel 1544 da George Krant. Il trattato è composto da 64 capitoli, a cui oggi mancano i primi dodici, ed è un sorprendente e attento manuale di ginecologia.

«Libro unico di Trotula sulla cura delle malattie delle donne prima, durante e dopo il parto mai edito in precedenza in cui vengono minutamente illustrate le infermità e le sofferenze che capitano al sesso femminile, la cura dei bambini e dei ragazzi al momento del parto, la scelta della nutrice oltre alle restanti cose che vi si connettono, le prescrizioni riguardanti entrambi i sessi, le esperienze infinite di varie malattie con alcuni preparati che servono ad abbellire il corpo.»

Trotula sorprende per la capacità di andare ben oltre alle teorie sugli umori vigenti in quel periodo, ma di saper guardare alla realtà dei fatti con lucidità davvero scientifica.

Practica secundum Trotam

Un altro importante trattato di Trotula de Ruggiero è la Practica secundum Trotam (“Medicina pratica secondo Trota”), un testo dall’ampio respiro che si occupa di argomenti diversi, da infertilità e disturbi mestruali a morsi di serpente e cosmetici, affrontando tematiche di medicina generali come febbri, malattie interne e ferite.

De Ornatu Mulierum

L’opera, nota anche come “Trotula Minor”, è un trattato di cosmesi. In queste pagine, Trotula affronta in modo “scientifico” la cura della persona, sempre nell’ambito del significato che attribuisce al concetto di salute. Bellezza e salute vanno di pari passo, e Trotula suggerisce rimedi non solo cosmetici per migliorare la pelle o l’aspetto, ma per risolvere malattie e inestetismi attraverso cure. Si tratta di un ricettario in cui trovare non solo suggerimenti, ma ingredienti e preparazione di pomate, unguenti, preparati per ringere i capelli o sbiancare la pelle, informazioni su come utilizzare impacchi e bagni.

Trotula. La prima donna medico d’Europa

Il nome cancellato

De curis mulierum è un trattato che affronta tutti i disturbi femminili. Come varie altre opere, l’attribuzione a Trotula non è stata immediata. Sebbene venisse chiamata Magistra, con uno status pari ai colleghi medici maschi, sembra che il suo lavoro sia stato osteggiato da questi e sicuramente messo in ombra dai medici nei periodi successivi, che rimaneggiando i suoi lavori, ne hanno progressivamente omesso le giuste attribuzioni, fino a trasformare il suo nome al maschile.

Oggi sappiamo che nel Codex Salernitanus, un documento ritrovato in Polonia, tutti i riferimenti al nome “Trotto” sono collegabili a lei.

L’operazione di cancellazione di nomi e riferimenti fu tale che alla fine del Medioevo il nome di Trotula era già finito nel dimenticatoio.

La riscoperta di Trotula de Ruggiero

Soltanto a partire dal 1837, gli studiosi nelle biblioteche che si dedicavano ai codici più antichi riscoprirono opere e nome di Trotula e iniziarono a fare ricerche per comprendere la portata della sua opera.

Il lavoro maggiore du Trotula lo dobbiamo alla dottoressa Monica Green, docente presso l’Arizona State University, studiosa ed esperta nella storia della cura della salute delle donne e nella storia delle malattie infettive.

https://lisamolaro.wordpress.com/2016/05/25/trotula-de-ruggiero-la-prima-donna-medico/

http://www.universitadelledonne.it/trotula.htm

https://lisamolaro.wordpress.com/2016/05/25/trotula-de-ruggiero-la-prima-donna-medico/

 

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