IL PROFUMO SA CHI SEI – di Cristina Caboni

IL PROFUMO SA CHI SEI – di Cristina Caboni

IL PROFUMO SA CHI SEI – di Cristina Caboni

Recensione di Serena Savarelli

profumo chi sei

Sento di aver smarrito la strada.

Ho bisogno della calendula per ritrovare coraggio. E del giglio per credere in me stessa.

Perché solo i profumi hanno tutte le risposte.

Con il romanzo Il profumo sa chi sei, Cristina Caboni torna a raccontarci dei profumi, portandoci alla scoperta della loro vera essenza. Come Nel sentiero dei profumi, percorrendo la vita di Elena Rossini, scopriamo le proprietà delle essenze e delle loro origini.

Nelle prime pagine del proseguo della storia, ritroviamo la piccola Elena che è appena arrivata a Firenze, dove incontra, per la prima volta, la nonna Lucia. È il viaggio che l’allontana definitivamente da Maurice Vidal, il suo patrigno, l’uomo che sembrava buono, ma che odorava di forte, speziato, come una notte senza luna.

A Firenze, Elena deve dire addio a sua madre, Susanna Rossini. La nonna si prenderà cura di lei, ma l’abbandono ha un profumo indelebile.

Ogni odore è allo stesso tempo un colore, e il profumo è come un dipinto fissato alle pareti della sua memoria.

Primo capitolo.

La storia di Elena riprende nella città di Parigi, dove ha aperto la sua profumeria, Absolue, e ha trovato l’amore della sua vita, Caillen Mc Lean, con il quale sta crescendo sua figlia Beatrice, da loro chiamata affettuosamente Bea.

Ogni cosa sembra essere tornata al suo posto, ma, all’improvviso, Elena si sente smarrita e piena di paura: ha perso la sua capacità incredibile di creare profumi. Intorno a lei c’è solo un vuoto.

Contemporaneamente, a Firenze, dove Susanna si è trasferita dopo la morte di Maurice, accade qualcosa di impensabile: un uomo torna dal passato e Susanna, impietrita, è costretta, ancora unavolta, a scegliere per il bene di sua figlia, Elena.
Susanna telefona a Elena e la implora di tornare a Firenze per farle visita, insieme a Bea e Caillen.
Quando Elena torna a palazzo Rossini, su borgo Pinti, edificato nel seicento, per volere della prima Beatrice Rossini, profumiera di straordinaria abilità, ritrova tutto il profumo dell’antica storia della sua famiglia.
Accadono tanti eventi a Firenze che segnano il destino di tutti.
Nell’immutato laboratorio di nonna Lucia, Bea, dopo aver curiosato tra le ampolle e le essenze, compone il suo primo profumo, sotto gli occhi esterrefatti di Elena. Anche la bambina possiede lestesse capacità delle antenate profumiere Rossini.
Susanna propone una gita nei terreni di famiglia: sono colline che digradano verso una valle adornata da filari di alberi, alti e rigogliosi, che diventano prati estesi con campi e ulivi centenari.
Lì, dove tra i fili d’erba, Caillen trova le iris perenni e inizia ad immaginarsi il loro futuro, Elena torna a sentirsi viva.
I giorni seguenti, Bea trova un nuovo amico, Luca, ed Elena vive momenti di serenità con sua madre, così come non le era mai successo prima. Ma, una notte, dopo un brutto incubo, Elena scende in cucina e si ritrova da sola con la madre, nel silenzio della casa addormentata. Lì, sua madre si rivela la donna di sempre: ambigua e enigmatica.

Un profondo sospiro, un sorriso. «Un giorno, Elena, ti racconterò tutto.»

Una promessa fatta a fior di labbra, nel cuore della notte, a cui Elena si appigliò. «Lo capisco
sai?» le disse. «È difficile confidarsi. È un po’ come uscire da un nascondiglio.»
«Sì, resta da capire se ci si nasconde da sé stessi o dagli altri.»

Quando Elena e Caillen conoscono il padre di Luca, l’amichetto di Bea, comprendono che devono tornare al più presto a Parigi. La situazione è complessa ed Elena non poteva immaginare che il destino le avrebbe messo davanti, in quel modo beffardo, Matteo Ferrari, il vero padre di Bea.
Quell’imprevisto irrompe come una folata gelida tra lei e Caillen, il quale sente il bisogno di confidare a Elena i suoi pensieri: lei non si fida della loro storia, lei non crede che lui sia in grado di capirla, di amarla per quello che è. Ma basta davvero poco perché Elena apra uno spiraglio e lo lasci entrare nella sua anima.
La mattina dopo, Susanna regala a Elena un quaderno che Bea aveva trovato negli scantinati, qualche giorno prima: il quaderno di Selvaggia, Al suo interno, Elena trova il ritratto di un ragazzo e il programma di un viaggio: Giappone, India, Arabia Saudita.

… Questo viaggio, se deciderai di accompagnarmi, è la mia storia. Elena. Ed è anche un po’ la tua.
Ogni città rappresenta un momento importante. Vieni con me e ti racconterò tutto. Vieni con me,
Elena, e ti mostrerò la mia via del profumo. Dopo, allora, forse capirai e potrai perdonarmi.» (…)

«Verrò con te mamma.»

Susanna l’abbracciò d’impulso, sorprendendola.

Elena vorrebbe che Caillen l’accompagnasse in quel viaggio, ma lui non è dello stesso parere: o da sola, o con sua madre, quel viaggio aspetta Elena, perché è lei che si è smarrita.

Così inizia quell’avventura a tappe che servirà a ripercorrere la vita di sua madre e condurre Elena alla verità.
C’è chi vive la vita osservandone solo le complicazioni, c’è chi, al contrario, non crede ce ne siano mai, perché la volontà è l’unica cosa che conta davvero.

È un concetto che Elena ritrova nel quaderno di Selvaggia, che, in realtà, sono gli appunti scritti da Susanna stessa. Nonna Lucia la chiamava Selvaggia, a causa del suo spirito ribelle.
Elena impara a conoscere davvero Susanna e il suo passato, scoprendo che il ritratto del ragazzo rappresenta il grande amore di sua madre. Egli vive a Ta’if e, con lui, Susanna aveva percorso le stesse tappe, che ora lei sta ripercorrendo con Elena.
Non c’era stato futuro lieto con Victor: per Susanna lui e il suo paese erano troppo diversi e, tale diversità avrebbe compromesso la sua libertà. Tuttavia rimaneva ancora l’uomo che non aveva mai smesso di amare e al quale era legata anche Elena.
Ta’if: ultima tappa del loro viaggio; Susanna si arresta e lascia decidere Elena se continuare o meno.

Elena è sola di fronte al cambiamento più importante della sua vita. Proseguire e incontrare Victor, per scoprire tutta la verità che li lega o tornare indietro insieme al suo vuoto e alle sue ferite.
Ta’if è un luogo speciale ed Elena ora sa, cosa vuole dalla vita.

«Il profumo sa chi sei, anima mia. Il profumo è dentro ognuno di noi, ci parla e noi lo capiamo intimamente perché il suo è un linguaggio fatto di emozioni. Le parole sono interpretabili, ma non i sentimenti. Per questo il profumo adatto ci fa stare bene.»

Tornata a Parigi, Elena deve solo trovare la forza e il coraggio per portare a termine il suo compito.
Ha molte novità da raccontare a Caillen, ma tra queste ce n’è una importante, che darà inizio al loro sogno insieme.
Non è facile lasciare tutto e cominciare una vita nuova: non lo è per Elena, Caillen e Bea, mentre lasciano il loro appartamento a Parigi; non lo è per Victor e Susanna quando, forse, il tempo ha deciso di dare loro una seconda opportunità; non lo è per Matteo, la moglie Alessia e Luca, quando Elena decide che è giunto il momento d’incontrarsi ancora.
Nonostante tutto…

Il profumo era stato lo strumento, l’esempio, il catalizzatore, ma era stato l’amore a dare loro la forza di cambiare.

Il profumo sa chi sei è la storia di Elena, ma potrebbe essere la storia di tutti noi. Tra queste pagine si narra la vita e le emozioni che portano a fare delle scelte; il lettore viene messo davanti alle conseguenze che si generano quando è la paura a determinare i percorsi, ma anche al coraggio e all’essenza dell’essere, quando questo è libero di annusare i propri limiti e chiedere perdono.

Susanna insegna che solo uscendo dai propri nascondigli e confidandosi senza timore, si riporta in superficie ciò che si è veramente. Come fa il profumo.
Elena ricorda che, nella vita, è possibile smarrirsi e ritrovarsi perduti nei vuoti delle proprie ferite, ma attraverso la comprensione, il perdono e saper concedere un’altra opportunità è possibile ricominciare a vivere, in modo migliore.
Un romanzo intenso di fragranze che lasciano nel lettore il profumo e la bellezza del ricominciare.

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SINOSSI

Per Elena i profumi sono tutto. Sono il suo modo di leggere il mondo che la circonda e non l’hanno mai tradita. A Parigi, le sue creazioni personalizzate sono richiestissime, perché solo lei sa guardare in fondo alle persone e trovare l’essenza giusta. È la sua vocazione, e lei è felice che sia così.

Per questo, quando un giorno, all’improvviso, perde la capacità di creare, la sua vita si trasforma in un incubo. La magia dei profumi sembra svanita. Proprio allora le arriva una proposta dall’ultima persona da cui se la sarebbe mai aspettata: Susanna, sua madre, che non è mai riuscita a volerle bene e che ha creato in lei un vuoto incolmabile. La donna le chiede di accompagnarla in un viaggio partendo da Firenze e dal palazzo delle Rossini, le antenate da cui Elena ha imparato tutto quello che sa.

Vuole portarla con sé in Giappone perché nel paese dei fiori di ciliegio l’arte profumiera è guidata dalla semplicità e dalla purezza. Per poi farsi trasportare dalla potenza delle rose attraverso l’India e fino a Ta’if, in Arabia Saudita, dove il Fiore del Re è tradizione e sacralità. Una strada alla ricerca di ciò che Elena teme di aver smarrito. Una strada che profuma di fiori e incenso.

Ma per Elena questo viaggio significa qualcosa di più, perché l’avvicina a una risposta che cerca da anni.
Perché il profumo è il sentiero da seguire, ma solo quando capiamo chi siamo davvero possiamo approdare alla nostra meta e toccare con mano la nostra pura essenza.

Titolo: Il profumo sa chi sei
Autore: Cristina Caboni
Editore: Garzanti, 2020

 

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