Mary Godwin Shelley, è lei il nuovo Prometeo

Mary Godwin Shelley, è lei il nuovo Prometeo

Mary Godwin Shelley

Mary Godwin Shelley, è lei il nuovo Prometeo

Di Romina Angelici

Mary Godwin Shelley scrive Frankenstein a soli 19 anni.

I geni di sua madre, la famosa Mary Wollstonecraft antesignana del femminismo, e di suo padre il filosofo William Godwin, si sono tramandati in lei in modo egregio. Anche se da loro ha ereditato anche la disobbedienza civile, socio-politica e anche personale.

Purtroppo Mary perse la madre dieci giorni dopo la sua nascita e Godwin si preoccupò di darle sempre un’educazione informale e ricca incoraggiandola a seguire le sue idee politiche alle quali i suoi debiti lo facevano dedicare con meno passione.

Uno dei suoi discepoli era un certo Percy Bysshe Shelley, un giovane poeta che però era già sposato. Tra lui e Mary, che all’epoca aveva solo 17 anni, sbocciò subito una passione travolgente che li portò a fuggire in Francia, insieme alla sorella di lei, Claire Clairmont, la cui madre Godwin aveva sposato dopo essere rimasto solo.

Mary Godwin Shelley

 

Finiti i mezzi di sostentamento devono fare rientro in Inghilterra mentre Mary aspetta una bambina. Purtroppo la piccola non sopravvive che pochi giorni e questa perdita determina una grave crisi tra i due.  La notizia del suicidio della moglie di Percy gli restituisce la possibilità di sposare Mary e regolarizzare così la loro condizione. Si sposano nel 1816.

Mary Godwin Shelley – l’anno senza estate

Nello stesso anno trascorrono l’estate con Lord Byron, John William Polidori e Claire Clairmont nei pressi di Ginevra, in Svizzera, dove Mary trovò l’ispirazione per comporre il suo romanzo più famoso Frankenstein. La coppia continuò a viaggiare per l’Europa finché non arrivò in Italia dove morirono altri due figli, Clara Everina e William; l’unico a sopravvivere ai genitori fu l’ultimo nato, Percy Florence.

Nel 1822 Percy morì durante una traversata nel Golfo di La Spezia. Mary ritornò in Inghilterra dove si dedicò alla carriera di scrittrice e curatrice delle opere del marito per poter mantenere il figlio.

La sua vita fu stroncata da un tumore al cervello all’età di soli 53 anni.

Il film omonimo, dal sottotitolo “Un amore immortale”, uscito nel 2017, è diretto dalla regista saudita Haifaa-al-Masour e si concentra sulla storia d’amore tra Mary impersonata da Ellen Fanning, e colui che le darà il nome con cui è diventata famosa, Percy Bysshe Shelley, ruolo assegnato a Douglas Booth.

percy shelleyMary Godwin Shelley e il matrimonio

In realtà la realtà dei rapporti tra i due è molto più complessa e alcuni passi del film sono romanzati; per fare un esempio, Mary e Percy non si conobbero in Scozia dove la ragazza era stata mandata dal padre, per sfuggire ai problemi finanziari e a quelli familiari (dati i difficili rapporti con la sua seconda moglie), ma il giovane era un allievo di Godwin e potevano frequentarsi tra le pareti domestiche.

Singolare e corrispondente invece è il fatto che i due innamorati si incontrassero segretamente nel cimitero Saint Pancras, presso la tomba di Mary Wollstonecraft. La coppia decise poi di fuggire di nascosto in Francia portando effettivamente con sé la sorellastra di Mary, Claire.

Dopo la morte della sua bambina Mary cadde in uno stato di profonda depressione ma la morte del nonno aiutò Percy a sanare alcuni debiti e la loro situazione si risollevò.

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Mary WollstonecraftMary Wollstonecraft e l’indipendenza delle donne

Mary Wollstonecraft Godwin, nata a Londra il  27 aprile 1759, è stata  filosofa e scrittrice britannica ed è conosciuta per essere la madre della più famosa Mary, moglie del poeta Percy Shelley, autrice di Frankestein.

Ebbe una vita relativamente breve e avventurosa: dopo un’adolescenza passata in una famiglia condizionata dalla povertà e dall’alcolismo del padre, si rese indipendente con il proprio lavoro e un’istruzione formata attraverso i suoi studi personali.

Andarono ospiti di Lord Byron, insieme a Claire che al momento aveva una relazione con lui, a Villa Diodati, in Svizzera e questo soggiorno si rivelerà cruciale per la vita di Mary.

Per ingannare il tempo e tenersi impegnati la compagnia trascorreva le serate raccontando storie di fantasmi e interessandosi al galvanismo, introdotti a questa nuova tecnica scientifica dal dottor Polidori. L’insieme delle circostanze e sollecitazioni che gravitavano intorno a Villa Diodati produssero su Mary l’ispirazione per il suo Frankestein di cui iniziò a scrivere proprio in quel periodo.

Anche nel film il romanzo fu pubblicato anonimo, dedicato a William Godwin, e la prefazione scritta da Percy lo fece sospettare di esserne l’autore. Cosa che poi lui stesso smentì pubblicamente in favore di Mary.

Mary Godwin Shelley – una vita di prove

Nel frattempo a causa del suicidio della morte di Percy i due si erano sposati ma questo è solo il traguardo temporaneo e cinematografico per la coppia che nella vita vera dovrà affrontare continue prove. Se infatti nelle didascalie di coda si glissa sugli ultimi anni accennando velocemente alla morte di Percy e al proseguo della vita da scrittrice di Mary tornata in Inghilterra, nella realtà le vicende furono complesse e dolorose per loro che trasferitisi in Italia videro morire i loro due figlioletti, Clara e William. Gli anni trascorsi in Italia, prima a Venezia e poi a Firenze, dove nacque l’ultimo e più fortunato figlio, Percy Florence, furono molto stimolanti e produttivi per entrambi, sia per il clima stimolante e libero respirato nel circolo di intellettuali e attivisti politici intorno a loro.

Volendo raggiungere Lord Byron a Livorno, Percy si imbarcò con l’amico Edward Williams dalla baia di Lerici dove si erano stabiliti ma i due fecero naufragio e i corpi rivenuti sulle coste di Viareggio. Qui furono fatti celebrare i funerali con la cremazione, dalle due vedove Mary e Jane Williams.

Quando, un anno dopo -era il 1823- Mary lasciò Genova per fare ritorno in Inghilterra, andò a stabilirsi dapprima con il figlio a casa del padre e della matrigna e si dedicò completamente alla carriera di scrittrice e curatrice editoriale. Scrisse  L’ultimo uomo in cui sono riconoscibili personaggi con le caratteristiche di Percy e Lord Byron, ma anche altri romanzi The Fortunes of Perkin Warbeck, Lodore, Falkner, Matilda, e una serie di racconti.

Ebbe numerosi pretendenti e proposte di nuove nozze che declinò sempre e viaggiò molto per il continente insieme al figlio con il quale rimase a vivere, dopo che si era sposato, fino a quel drammatico 1 febbraio 1851, giorno della sua precoce morte.

Come ebbe a dire Mary, ricordando la fuga con Percy, “Era come recitare un romanzo, divenire un romanzo vivente” -quello era solo l’inizio- e nei fatti, la sua vita fu molto di più.

Mary Godwin Shelley gothic woman

Sia il genere gotico che le immagini cinematografiche degli adattamenti di Frankenstein mi hanno sempre distolta dal leggere l’opera di Mary Shelley e interessarmi alla sua vita e alla sua persona. Dopo la visione del film biografico ovviamente il mio punto di vista è totalmente cambiato e si è rivolto ad approfondire le vicende umane della donna più che della scrittrice.

Anche se è stata vista spesso in funzione di Shelley, in quanto sua compagna, credo le vada riconosciuta invece  la formidabile e geniale intuizione e originalità della creazione di un nuovo Prometeo oltre che un enorme coraggio delle proprie azioni, a prescindere dalla più o meno condivisibile condotta morale.

https://www.britannica.com/biography/Mary-Wollstonecraft-Shelley

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