L’eredità di Eszter -di Sándor Márai

L’eredità di Eszter -di Sándor Márai

L’eredità di Eszter – di Sándor Márai

Recensione di Federica Sanguigni

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L’eredità di Eszter è un romanzo breve scritto da Sándor Márai, pubblicato a Budapest nel 1939 ed edito in Italia da Adelphi nel 2003.

Basta leggere poche pagine di questo libro per (ri)trovare lo stile narrativo di Márai e del suo romanzo più famoso, Le braci. Sembra addirittura di rivivere la stessa situazione: l’attesa del ritorno di una persona dopo tanti anni e la presenza di una donna fidata accanto alla protagonista, un faro dalla luce tenue e mansueta che mi indicava la direzione da seguire.

Sedevamo lì con quel senso di sicurezza che conoscevo così bene, che è un poco la sicurezza del naufragio e un poco quella della felicità che non conosce desideri.

Con il suo narrare dapprima pacato che, presto, diventa incalzante, l’autore tiene il lettore letteralmente incollato alle pagine del libro. Davvero difficile interrompere la lettura se non a conclusione della storia, che esplode nel dialogo dei protagonisti. Ogni capitolo, ogni frase, ipnotizzano il lettore trascinandolo in un vortice di emozioni altalenanti.

Márai ne L’eredità di Eszter affronta i temi dell’amicizia, dell’amore, del tradimento. I suoi temi, insomma. E lo fa analizzando sottilmente e profondamente i personaggi, anche quelli che ruotano attorno ai protagonisti principali. Sta all’occhio attento del lettore, e soprattutto alla sua mente, capire il non detto, leggere tra le righe.

Eszter è una donna che vive quasi isolata con la sua fidatissima Nunu. È una donna che ha sofferto, che è stata tradita, che all’inizio sembra ormai non volersi più illudere ma che, invece, si farà, ancora una volta, ingannare e manipolare da Lajos.

Lo stavo già difendendo. Cos’altro potevo fare? Lajos è l’unico uomo che abbia mai amato in vita mia.

Lajos. Il mascalzone. Il bugiardo. Un uomo che sfrutta il suo carisma per soggiogare il prossimo. Manipolatore. Perso nei suoi sogni e nei suoi ideali che di concreto non hanno nulla.

È un’atmosfera quasi surreale quella che si respira attraverso la lettura del libro.

Tutto è attesa e ricordo, e tra passato e presente si snoda la vicenda in cui resta palpabile il potere che ha Lajos su tutti. O quasi. Sembra di leggere le vicende di un folle ma, a un certo punto, viene da chiedersi se sia proprio così. O se invece le spiegazioni di Lajos non inducano a una più attenta valutazione dei fatti, a un chiedersi se veramente nella vita ci siano dei limiti, se l’eterna lotta tra bene e male non possa essere interpretata in altro modo.

Limiti! Limiti interiori! Ma se la vita è senza limiti, sconfinata. […] Non ho mai deciso in anticipo le mie azioni. In fin dei conti uno è responsabile soltanto dei suoi progetti, di ciò che avrebbe voluto fare. L’uomo è responsabile soltanto delle sue intenzioni… L’azione, che cos’è? È sempre una specie di sorpresa arbitraria. Uno sta lì e si guarda mentre agisce. Colpevole è l’intenzione, Eszter, l’intenzione. E le mie intenzioni sono sempre state ottime.”

Ecco Lajos in tutta la sua essenza. Un uomo che riuscirà, nelle pagine successive, a riversare le motivazioni dei suoi errori e delle sue mancanze sulla donna che ha di fronte.

Sembra un già visto, un già sentito. Qualcosa di molto attuale. L’uomo incapace di ammettere i suoi sbagli che accusa la donna di non aver avuto abbastanza coraggio nell’amore e che, di conseguenza, ha rovinato la vita a lui.

Il finale lascia un senso di incompiuto, in puro stile Márai. Sorprende e destabilizza ma, allo stesso tempo, fa riflettere molto, attraverso le parole della protagonista e della sua presa di coscienza.

L’eredità di Eszter resta indubbiamente un romanzo che, pur nella sua brevità, condensa la vita intera, con tutta l’ assurdità e la disperazione che le sono proprie.
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Sinossi

Per vent’anni Eszter ha vissuto in una sorta di sonnambulismo una vita senza pericoli aspettando, senza saperlo, il ritorno di Lajos, il solo uomo che abbia mai amato. Un giorno Lajos torna: Lajos, il bugiardo, il falsificatore, il mascalzone. Lajos che l’ha ingannata sempre, che mente, che aveva detto di amare lei sola e poi aveva sposato sua sorella. Torna nella casa dove Eszter abita con una vecchia parente. Torna a prendersela. Ed Eszter lo sa, sa anche che la storia non è finita, perché non passano gli amori senza speranza.

Titolo: L’eredità di Eszter
Autore: Sándor Márai
Editore: Adelphi, 3 edizione 2013

 

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