Nessuna vendetta di Rita Bonetti

Nessuna vendetta di Rita Bonetti

Nessuna vendetta

Nessuna vendetta di Rita Bonetti

Aldo, il manager di Priscilla, tenta di arginare l’entusiasmo dei fan più esuberanti mentre lei guadagna velocemente l’uscita dell’hotel Excelsior al Lido di Venezia, reduce dal trionfo al Festival del Cinema. Ancora una volta ha vinto lei, la più brava, la più sexy, la star delle star.

Ma la sua aura da prima donna inaccessibile viene scalfita dalla sorpresa. Si ferma immobile a osservare un uomo nella folla. Lo ha riconosciuto per via di quegli inconfondibili grandi lapislazzuli con cui osserva il mondo, lui non può essere che Giampiero. Si chiede cosa ci stia facendo lì il Giampi, perché è sicuramente lui l’uomo che sta trotterellando al seguito di un addetto stampa.

In un attimo è proiettata indietro nel tempo, emozioni e sensazioni del passato riemergono prepotenti. Lei che uscendo da scuola con i compagni di classe se lo ritrova davanti all’improvviso: il mitico Giampi, di cui tutte sono innamorate, ma lei ancor di più, fin dai tempi in cui entrambi frequentavano le elementari. I loro sguardi si incrociano, la salivazione azzerata dall’emozione, l’immaginazione corre a mille e un sorriso le sboccia in viso. Invece lui sogghigna, fa un cenno col capo nella sua direzione e con la voce stridula degli adolescenti abbaia a un tipo brufoloso: << Leoooo! Ma guarda questa, la stangona quattrocchi, pare fatta con la pialla davanti e dietro. Dimmi Leo, non ti sembra un pivot?>>. Leo sghignazza forte, scatta l’emulazione e prende il via un coro di risate da cui lei riesce a fuggire, non sa ancora come, con il volto violaceo e lo sguardo annebbiato da lacrime di umiliazione, rabbia e dolore, quelle che fanno bruciare la pelle come braci.

Aldo la invita ad affrettarsi ma lei osserva l’uomo come ipnotizzata. Giampi indossa una camicia a righe sbiadita che tira al massimo sul bottone centrale, lì dove inizia il rigonfiamento del ventre. Ha una calvizie a chierica mal celata dalla rasatura del cranio, gli occhiali di metallo da prete di campagna con le lenti sporche che quasi nascondono l’azzurro degli occhi. Occhi ancora stupendi.

Priscilla cerca di catturare il suo sguardo, gli sorride, pensa velocemente a una frase a effetto per cogliere l’occasione della rivincita. Ecco, ora lui si è accorto di essere osservato e non nasconde l’imbarazzo, impallidisce e di colpo sembra confuso… Ha un evidente alone di sudore sotto l’ascella.

“Ciao Giampiero”, sillaba nella mente Priscilla, mentre le si serra la gola.

Poi Aldo la spinge nella BMV con i vetri oscurati e, insieme alla portiera, chiude fuori il passato.

 

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