I delitti della Salina – di Francesco Abate

I delitti della Salina – di Francesco Abate

I delitti della Salina – di Francesco Abate

recensione di Emma Fenu

delitti salina

 

I delitti della Salina è un romanzo di Francesco Abate edito da Einaudi nel 2020.

Un mix perfetto. Non resta che girare gli ingredienti e bere tutto in un sorso.

Una protagonista ribelle, intelligente, coraggiosa dal fascino esotico.

Un panorama mozzafiato su una Cagliari misteriosa.

Spiagge bianche in attesa di diventare stabilimenti balneari e monumenti in costruzione, per volere di un sindaco dalle idee innovative.

Cappellini in paglia, ombrellini bordati di pizzo, baffi, tagli a spazzola e cappelli a visiera.

Profumo di lavanda e di mandorle e tanfo di pesce, acqua stagnante, sudore.

Una città di mare nei primi del Novecento, fra anarchici, monarchici e socialisti, fra scioperi e rivolte.

Un porto con marinai, pescatori e bambini schiavizzati, che portano la merce su un cesto in equilibrio sulla testa.

Saline con operai civili e carcerati provenienti dal bagno penale.

La sede del quotidiano isolano posto davanti a una fabbrica di sigaraie che rivendicano i propri diritti.

Inni anarchici cantati dagli scalpellini toscani.

Cinesi e tunisini che impregnano di profumi speziati le vie strette del quartiere della marina, svizzeri che offrono caffè in bar lussuosi.

Un bordello di povere criste emaciate e esposte alla sifilide.

Nosocomi e lazzaretti che fanno paura.

Carabinieri, contrabbandieri, assassini, medici, giornalisti, idealisti, sognatori, proletari e borghesi che percorrono un viale appena battezzato “Regina Margherita”.

E una verità da scoprire: chi ha ucciso i bambini, figli di famiglie che oggi definiremo disfunzionali, i cui cadaveri il maestrale riporta nelle saline?

Sarà Clara Simon giovane idealista, giornalista dell’Unione, figlia di una cinese del porto, spirata per il parto, e di Francesco Paolo Simon, disperso in guerra, a mettersi a caccia d’indizi, coadiuvata da un giornalista amico d’infanzia e da un tenente giunto da Napoli.

I delitti della Salina rivela uno studio puntuale e attento, ricco di dettagli precisi in cui la vicenda verosimile di Clara Simon si incastra perfettamente dando origine a un libro che coniuga le sfumature del thriller a quelle del romanzo in costume, non trascurando una punta di ironia e di rosa.
Il finale soddisfa il lettore ma lascia uno spiraglio aperto: sono convinta che questa storia continuerà.

 

 

 

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Sinossi

Quando una delle sigaraie – le manifatturiere del tabacco – va a chiederle aiuto, Clara Simon non sa che fare.

È una bella ragazza, con quegli occhi a mandorla ereditati dalla madre, una cinese del porto che, nonostante le differenze di classe, aveva sposato il capitano di marina Francesco Paolo Simon.

Poi però è morta di parto e il marito è finito disperso in guerra.

Così, Clara vive con il nonno, uno degli uomini più in vista di Cagliari, e lavora all’«Unione», anche se non può firmare i pezzi: perché è una donna, e soprattutto perché in passato la sua tensione verso la giustizia e il suo bisogno di verità l’hanno messa nei guai.

Ma la sigaraia le spiega che i piciocus de crobi, i miserabili bambini del mercato, stanno scomparendo uno dopo l’altro e, di fronte alla notizia di un piccolo cadavere rinvenuto alla salina, Clara non riesce a soffocare il suo istinto investigativo.

Grazie all’aiuto del fedele Ugo Fassberger, redattore al giornale e suo amico d’infanzia, e al tenente dei carabinieri Rodolfo Saporito, napoletano trasferito da poco in città e sensibile al suo fascino, questa ragazza determinata e pronta a difendere i più deboli attraversa una Cagliari lontana da ogni stereotipo, per svelarne il cuore nero e scellerato.
Titolo: I delitti della Salina
Autore: Francesco Abate
Edizione: Einaudi, 2020

 

 

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