GUSTAV KLIMT E L’UNIVERSO FEMMINILE

GUSTAV KLIMT E L’UNIVERSO FEMMINILE

gustave klimt

GUSTAV KLIMT E L’UNIVERSO FEMMINILE

di Paola Treu

Gustav Klimt e l’universo femminile – storia di un artista e dell’eterna musa

La figura femminile è da sempre stata una delle protagoniste indiscusse dell’arte. La donna, con le sue linee morbide e seducenti, ha esercitato un ruolo centrale nella vita di ogni artista. Ed in particolare, la donna creatura e affascinante, ma anche ammaliatrice e perversa è il leitmotiv dell’arte a cavallo tra Ottocento e Novecento.

Uno degli artisti che ha subito maggiormente il fascino della figura femminile è sicuramente Gustav Klimt, padre del Secessionismo viennese e promotore di un rinnovamento artistico connesso alla psicanalisi di Freud.

“Gustav Klimt è affascinato dalla seduzione femminile, che esalta con il preziosismo delle vesti e degli ambienti in un inno alla bellezza. Quale interprete del fasto viennese è un artista stimato e vede riconosciuto il valore della sua pittura”. (Federico Zeri).

Gustav Klimt

Come omaggio perenne alla superiorità del principio femminile, l’artista ha prodotto una miriade di opere aventi come protagonista la donna, in un tripudio decorativo di ori e fitte trame, e nelle sue sfumature più affascinanti e contorte, mentre gli uomini restano rari nel suo repertorio, perlopiù rappresentati di spalle, mai personaggi principali e solo semplici comprimari. L’ideale estetico attraverso il quale Klimt trasfigura l’universo femminile è saldamente legato alle dinamiche della seduzione, del peccato e della voluttà. In un certo senso, è come se il pittore rappresentasse quella parte del mondo femminile che, fino ad allora, l’arte aveva celato: la forza, l’audacia, la consapevolezza.

Elementi netti e decisi, che caratterizzano la donna come protagonista, spesso involontaria, di un processo di fascinazione senza pari. Un percorso, quello dell’artista viennese, che dal mero studio stilistico della forma femminile, si trasforma in una rappresentazione più consapevole e realistica di un mondo femmineo potente e conturbante, rappresentato a volte tentatore, tenero o perverso, quasi sempre sensualissimo, anche quando viene dipinto nel più casto dei modi. Alla donna, l’artista affida il messaggio della nuova arte, una comunicazione urgente e cruda.

Gustav Klimt

Adan y Eva. Original pintado en 1917-18.Óleo sobre lienzo (173×60 cm).Österreichisches Museum, Vienna

Gustav Klimt e l’universo femminile – la donna angelo e la donna vampiro

In effetti, con Klimt si abbandona la figura addomesticata della donna-angelo, per passare a quella più realistica della donna-vampiro (“Vamp”): un essere che, attraverso la consapevolezza della propria forza, agisce sugli altri un’attrazione spietata e crudele, un forte richiamo, come il canto di una sirena. La cifra stilistica di Klimt cambia già attorno al primo decennio del Novecento, con volti che abbandonano la resa veridica per uniformarsi agli sfondi e agli abiti. Non più fattezze tridimensionali, ma lineamenti piatti, appena rilevati da un rossore sulle guance. Nei numerosi ritratti, di particolare fascino, emerge un profondo scavo psicologico, un interesse verso due mondi apparentemente diversi e distanti: astrattismo e volumetria, realismo ed accentuato decorativismo. Scrive Berta Zuckerkandl nel 1907:

Gustav Klimt

Klimt dipinge la donna del suo tempo. La sua struttura fisica, l’immagine del suo corpo, la plasticità della sua carne, la meccanica dei suoi movimenti, tutto ciò Klimt ha sempre indagato fin nella sua più segreta fibra imprimendolo nella sua memoria. Egli varia il tema femminile nei suoi diversi rapporti con il creato e con la natura, mantenendosi così su un terreno solido e sicuro.  Crudelmente voluttuose o serenamente sensuali, le donne che dipinge possiedono un inquietante fascino. Il tono cangiante dei loro corpi elastici, lo splendore fluorescente della pelle, il taglio angoloso della testa dalla fronte ampia e i capelli rossi e peccaminosi hanno una risonanza profondamente psicologica. Nei ritratti egli realizza figure di donne eleganti, nervose, assetate o sognanti la vita, ma tutte, nonostante le differenze, esistono solo grazie all’opera dell’artista. Klimt però risolve il corpo femminile in magnifiche linee ornamentali come fosse una figura ideale. Ogni accidente, ogni tratto individuale viene rimosso e quel che resta è solo la tipicità pura, la sublimazione della donna moderna”.

Gustav Klimt e l’universo femminile – le nuove donne

Le donne assumono con disinvoltura pose plastiche e accattivanti, emergono, come incastonate nell’oro, con sguardi talvolta languidi, talvolta spietati, sempre velatamente o inesorabilmente consapevoli, mentre linee morbide e continue ne disegnano i corpi. Sono figure esili ed eteree, raffinate e attraenti. Corpi femminei sottili e sinuosi, che culminano in un tripudio di chiome rigogliose e conturbanti. Donne così impalpabili, eppure allo stesso tempo concrete, decise ed indipendenti, che operano una netta cesura con la produzione artistica dell’epoca proprio per la loro potenza. La pittura di Klimt enfatizza il loro aspetto simbolico schiacciando i corpi, rendendoli bidimensionali arricchendoli con stupendi sfondi dorati e ornamenti ricchi di dettagli. Tuttavia, egli non si limita a raffigurare giovani donne in atteggiamenti erotici, ma ne coglie tutte le forme della femminilità̀, la gravidanza così come la vecchiaia e la perdita della bellezza, seguendo il ciclo naturale del divenire e del trascorrere.

Klimt, con il suo lavoro, si oppone alle idee conservatrici realizzando dipinti che hanno dato forma a un’epoca, mostrando splendori e consunzione dell’impero austriaco in dissoluzione.

“A ogni epoca la sua arte e a ogni arte la sua libertà.”

 

Immagini da https://en.wikipedia.org/

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