FagotTango di Cicero e Mocata. Dall’Argentina alla Sicilia

FagotTango di Cicero e Mocata. Dall’Argentina alla Sicilia

 

FagotTango di Cicero e Mocata. Dall’Argentina alla Sicilia

recensione e intervista di Gianna Ferro

FagotTango è un progetto musicale di di Fabrizio Mocata & Antonino Cicero, Acqua Records 2021.

“Il tango non esiste più. Esisteva molti anni fa, fino al ’55, quando Buenos Aires era una città dove si vestiva il tango, si camminava nel tango, si respirava nell’aria un profumo di tango. Il tango di oggi è solo un’imitazione noiosa e nostalgica di quel tempo”,

dirà Astor Piazzolla che stava maturando la sua grande rivoluzione sonora e la svolta definitiva la compì nel 1974 con l’album ‘Libertango’.

Cento anni fa, l’11 marzo 1921, nasceva a Mar del Plata in Argentina, Astor Pantaleon Piazzolla.
Due musicisti siciliani Antonino Cicero e Fabrizio Mocata celebrano questa data con l’uscita del loro disco FagotTango pubblicato con la prestigiosa etichetta discografica argentina Acqua Records.
Antonio Cicero, fagottista, e Fabrizio Mocata, pianista, omaggiano con questo lavoro due grandissimi artisti, unici nel loro campo artistico: Astor Piazzolla e Anìbal Troilo.
Piazzolla considerato musicalmente l’esponente più importante del suo paese e grande riformatore del tango;Troilo tra i più grandi direttori d’orchestra del tango argentino, oltre che il più grande bandoneonista di tutti i tempi.

FagotTango è un tributo al Tango in tutta la sua espressione artistica: da quello tradizionale di Troilo a quello innovativo di Piazzolla. Un progetto ambizioso, quello dei due musicisti, che affronta il tango in una chiave inedita.

Riletture e sperimentazioni musicali fanno di questo album un condensato di poesia, musica e danza. I suoni coinvolgono il corpo e travolgono l’anima. La malinconia del tango, lento, languido e voluttuoso si evoca in brani famosi del repertorio milonguero come “Trampera”, una milonga di Troilo, “Valsecito amigo”, “Quejas de bandoneon”, “Street tango”, “Vuelvo al Sur”e l’inedita traccia che intitola l’album, “FagotTango”, scritta da Mocata.

La combinazione strumentale Fagotto e Pianoforte è alquanto atipica, come la definiscono gli stessi musicisti. Inusuale è l’uso del fagotto nel repertorio tanguero, infatti alcuni brani contenuti nell’album sono stati suonati e registrati per la prima volta con questo meraviglioso strumento.
La magistrale bravura dei due musicisti non fa rimpiangere né il bandereon, né la fisarmonica, strumenti più congeniali alla musica argentina. Fagotto e pianoforte dialogano senza mai sovrapporsi: due pentagrammi, due voci, due timbri che si amalgamano con maestria e bravura.
“Mi piace pensare che anche a Piazzolla sarebbe piaciuto questo sperimentalismo“, dice il fagottista Cicero.

FagotTango:

Cultura al femminile ha incontrato i due musicisti. – Come nasce la vostra collaborazione: chi ha trovato chi?

Antonino: La collaborazione tra me e Fabrizio nasce dalla passione comune per il tango e da una comune “atipicità” nell’affrontare il genere.

Sono io che ho cercato Fabrizio per realizzare un progetto per pianoforte e fagotto che avevo in mente da tempo.

Qualche anno fa sui social mi sono imbattuto in Mocata, straordinario pianista, compositore eclettico e siciliano come me; mi piace molto la sua ricerca, la sua musicalità, il suo modo di suonare il tango con una personalità ben precisa e ricca di conoscenza e di formazione. Così, attraverso conoscenze comuni, l’ho contattato, ci siamo scritti per un po’ e abbiamo pensato di realizzare qualcosa insieme.
Gli ho proposto la mia idea di un omaggio a Piazzolla per fagotto e pianoforte per celebrare il prossimo centenario della nascita, un omaggio che affiancasse a Piazzolla la figura determinante di Anibal Troilo.

Fabrizio: Ho conosciuto Antonio il giorno che abbiamo registrato il disco, avevamo comunque diversi amici in comune che sono stati il tramite per collegarsi. Ci siamo sentiti telefonicamente e mi ha proposto di vederci per una sessione di registrazione, e così e stato. In una estate, quella appena trascorsa, in cui ho deciso di risalire l’Italia a tappe musicali da Mazara del Vallo fino a Firenze, Messina è stata una tappa.

Con Antonio con cui abbiamo registrato il disco in un pomeriggio, guardando dall’alto lo stretto che separa la nostra Sicilia dal continente.

Due siciliani con la passione per il tango: come mai?

Antonino:Il tango è una passione universale globale. Non siamo gli unici musicisti a essere uniti dall’amore per questo genere musicale. Io amo anche il mondo milonguero del ballo che in Sicilia è molto sentito come in tutto il mondo.
Non sono molti in Italia i musicisti che hanno esplorato il tango della tradizione argentina, quello prima di Piazzolla. Il repertorio e il groove di quella tradizione.

Questo mi ha avvicinato a Fabrizio, la sicilianità ha facilitato il riconoscersi in questa ricerca ancora inusuale.
Fabrizio: Il tango è una musica universale.

Personalmente l’ho incontrato più di venti anni fa a Firenze, attraverso la musica di Astor Piazzolla. Da quel momento è stato una scoperta continua, che mi ha portato a girare il mondo e a collaborare con grandi artisti. In tantissimi festival sono stato il primo italiano a presentarsi come solista e soprattutto come compositore, un privilegio unico che mi riempe di gioia.

Come dici anche tu, Antonino, suonare con il fagotto questo genere musicale è un po’ “inusuale”: è stata una sfida per te?

Fin dal primo momento in cui ho iniziato a suonare tango, ovviamente suonando Piazzolla con un ensemble di musica da camera la “Trilogia del Angel” in una trascrizione per archi, sentivo che il fagotto era a proprio agio nelle sonorità del tango, più che una sfida è stata una avventura esaltante, un viaggio e soprattutto una ricerca per il mio strumento, un’occasione che mi ha portato alla conoscenza di tanta musica tanguera da scoprire.

L’esplorazione di questo nuovo mondo musicale, atipico per il fagotto, mi ha dato la possibilità di far conoscere il fagotto nella sua straordinaria versatilità.

Cosa ti ha convinto, Fabrizio, che un dialogo tra pianoforte e fagotto potesse funzionare in un genere definito, come lo è il tango?

Mi ha convinto la passione e la conoscenza di Antonio, che oltre ad essere un ottimo strumentista, dimostra di conoscere e possedere il linguaggio del tango.

Per quanto riguarda tecnicamente, credo che il concetto lo esprima molto meglio Antonio, il fagotto ha un modo di emissione del suono che è affine a quello del bandoneon.

A questo proposito mi è piaciuto comporre un tango dedicato a questo strumento, cercando di esplorarne sonorità e possibilità timbriche. Ringrazio Antonio per averlo eseguito.

Sperimentare, rielaborare, rileggere le musiche di due grandi musicisti, nel loro genere, Piazzolla e Troilo: come avete scelto il repertorio?

Antonino: Io ho proposto a Fabrizio un repertorio di brani di Piazzolla che già da tempo studiavo e mi appassionava, quando abbiamo scoperto l’amore comune per la musica di Troilo, la selezione è stata più semplice del previsto.

Dal momento che un omaggio a Piazzolla non poteva non contenere un omaggio a Troilo e al rapporto che ha legato questi due giganti del tango.

Fabrizio: Devo confessare che il repertorio è stato selezionato da Antonio, che ha voluto fare un tributo a due grandissime figure del tango. Per quanto mi riguarda, mi è piaciuto adattarmi alle sue scelte, cui ho contribuito suggerendo uno o due brani.

Un repertorio che mescola virtuosismo, tango classico e tango sperimentale in un dosaggio molto equilibrato.

Il brano originale invece l’ho scritto proprio pensando all’inusuale suono del Fagotto, che si avvicina sia per registro che per emissione a quello del bandoneon.

L’etichetta discografica di “FagotTango” è argentina: è stata una scelta casuale?

Antonino: Io sono arrivato ad Acqua Records grazie a Fabrizio che ha già pubblicato altri lavori importanti per questa etichetta, attraverso Fabrizio ho conosciuto anche Ivan Pantarelli che ha seguito il lavoro di produzione dell’album da Buenos Aires tenendo il contatto con Acqua Records.
Per me pubblicare questo progetto con Acqua Records diventa ancora più importante, perché è un’etichetta argentina, una delle più importanti etichette di musica indipendente al cui interno troviamo molti artisti e musicisti di rilievo nello scenario contemporaneo della musica argentina e in particolare musicisti che hanno inciso molto tango.

Fabrizio: L’etichetta Acqua Records mi segue da diverso tempo, con loro ho pubblicato “Swango” e “Cruzando Aguas”, presentati presso la Academia Nacional del Tango e al Festival Mundial del Tango.

Nella ultima produzione con Acqua Records, insieme a questo disco, quello con M. Alvarado “Tango y vino”. In tutti questi lavori, c’è la dedizione del produttore I. Pantarelli, che ha curato il suono che mi caratterizza.

In questo anno particolare come avete vissuto la vostra musica?

Antonino: Io ascolto tanta musica, suono ogni giorno e mi manca moltissimo suonare con altri musicisti, mi manca il rapporto con il pubblico durante il concerto.
Per questo sono un po’ contrario a fare i concerti in streaming come sostituzione definitiva del concerto dal vivo, perché per me la musica è come il tango danzato, ci deve essere la condivisione con gli altri e il contatto dal vivo anche per condivide le emozioni, i corpi, la presenza fisica, avere il pubblico come cassa di risonanza, per fare la musica io ho bisogno di queste sentire le vibrazioni che mi arrivi questa energia durante il concerto, tutte quelle emozioni necessarie del concerto live non possono essere sostituite da un concerto in streaming, dietro un monitor.

Realizzare questo disco, ad Agosto, come un live è stato un momento molto liberatorio e rigenerante.

Fabrizio: La mia percezione del tango, attraverso lo streaming e i pochissimi concerti dal vivo che sono riuscito a fare nel 2020, è che l’interesse è sempre vivo, nonostante siano proibiti tutti gli eventi di ballo.

Paradossalmente è un buon segnale, che ci dice che il tango è cibo non solo per i piedi ma anche per le orecchie.

Il vostro duo, perfettamente amalgamato, ci regalerà altre emozioni in futuro?

Antonino:Noi non vediamo l’ora di poter suonare dal vivo questo disco e condividerlo con il pubblico, questa è l’emozione che ci auguriamo.

Fabrizio:Assolutamente si. Non vedo l’ora di condividere il palco, l’unico posto dove mi sento a mio agio nel mondo.

Ringrazio Antonio Cicero e Fabrizio Mocata e spero che il connubio fagotto- pianoforte ci regali altre musiche edite e inedite, meravigliose e travolgenti come quelle che hanno “raccontato” nel loro album FagotTango.

“Il tango è un pensiero triste che si balla” Jorge Luis Borges

Contatti
• Acqua Records: http://www.acqua-records.com
Synpress44: http://www.synpress44.com

Spotify:

https://open.spotify.com/album/4KkYIiUs9CDtQm22rKbymfsi=vQxZkk_UQm-4VLXZKNaUiw

 

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