Carmen di Bizet: l’amore ribelle

Carmen di Bizet: l’amore ribelle

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Carmen di Bizet: l’amore ribelle

a cura di Gianna Ferro

Rubrica culturalfemminile Musica Classica

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Carmen è un’opera lirica drammatica di George Bizet divisa in quattro atti.

“L’amour est un oiseau rebelle
que nul ne peut apprivoiser,
et c’est bien en vain qu’on l’appelle,
s’il lui convient de refuser.”

L’amore è un uccello ribelle
che nessuno può domare,
ed è vano che si chiama,
se gli conviene rifiutare.

L’habanera della Carmen è una delle più celebri Arie dell’opera di George Bizet famosa in tutto il mondo. Bizet compose tale aria ispirandosi all’habanera El Arreglito, di moda nei cabaret dell’epoca, brano composto pochi anni prima da Sebastiàn Iradier.

_ ASCOLTO:

Nel 1872 la direzione dell’Opèra-Comique di Parigi propose a George Bizet (1838- 1875) di scrivere un’opera su libretto di Henry Meilhac e Ludovic Halèvy. La scelta cadde sulle vicende della gitana Carmen, narrate nell’omonima novella di Prosper Mèrimèe.

Per poter lavorare tranquillamente, il musicista si trasferì in campagna, a Bougival, dove aveva preso in affitto una modesta casetta; il lavoro era molto lungo in quanto le pagine da orchestrare ammontavano a ben milleduecento e Bizet, nel giugno del 1874 aveva appena terminato il primo atto.

George Bizet è uno spirito quasi mozartiano nella sua limpidità, ma è fortemente colorito da una venatura romantica che fa di lui uno dei rappresentanti più completi della musica francese del suo secolo.

Il suo nome resta legato a Carmen, simbolo immortale dell’opera francese.
La Carmen doveva essere destinata all’Opèra-Comique, che era il teatro delle famiglie borghesi e, quindi, si doveva fare molta attenzione a quello che veniva rappresentato.
L’ambiente e l’atmosfera dell’opera hanno poco a che vedere con quelli della novella, che furono modificati per moderarne i caratteri più crudamente veristi.
Questa scelta fu fatta perché, a quell’epoca, non erano gradite al pubblico dei teatri parigini storie i cui protagonisti fossero zingari, ladri, sigaraie, contrabbandieri e tanto meno era adeguato un finale violento.
In Carmen, la novella di Mèrimèe, la protagonista era una zingara senza cuore, una prostituta svergognata che veniva assassinata in scena.
Carmen viene addolcita e trasformata quasi in una “Senorita”. José non è più pluriomicida, ma ingenuo contadino e venne anche introdotto un personaggio positivo, Micaela.
Quanto all’esotismo Bizet, non essendo mai stato in Spagna, ne esasperò il colore immaginario. Il colore iberico di Carmen è pura invenzione, in cui sono riassunti i luoghi deputati dello spagnolismo presente e futuro della musica francese.

La figura di Carmen come l’ha raccontata Bizet, ha avuto diverse letture a seconda dei tempi: donna fatale, strumento del diavolo per corrompere e degradare l’uomo fino al tradimento; eroina di un riscatto femminile da vincoli e da costrinzioni, quali la mentalità maschile l’ha storicamente sottomessa; versione femminile del “Don Giovanni”, alla ricerca del piacere, contravvenendo a qualsiasi regola, anche davanti alla morte.

La storia di per sé è bellissima, con la musica di Bizet ricca di colore nei motivi pittoreschi e folcloristici, nelle danze popolari e nelle canzoni, piena di impeto, di ardore, di contrasto fra i festosi motivi zingareschi e l’incalzare drammatico dell’azione, diventa un vero capolavoro, trascinante ed avvincente.

La Trama

Don Josè è un giovane brigadiere di servizio a Siviglia, fidanzato con la dolce Micaela, sua sorella adottiva. La sua esistenza retta e rispettosa delle regole viene sconvolta dall’incontro con Carmen, una zingara che considera l’amore come un “uccello ribelle, che nessuno potrà mai addomesticare”. Da subito la gitana si presenta come una donna libera e sensuale, una femme fatale sprezzante di ogni autorità che seduce il brigadiere cantando “l’habanera”.

Dapprima Don Josè non degna la gitana di uno sguardo, ma poi se ne innamorerà perdutamente.

Carmen vorrebbe che Don Josè diventi contrabbandiere per vivere una vita priva di regole e libera: inizialmente il soldato rifiuta , ma finisce per cedere.

Un giorno Micaela avvisa Don Josè che la madre è morta, così il contrabbandiere è costretto a seguirla abbandonando Carmen. Entra in scena il torero Escamillo sulle note del coro “Toreador”, che si innamora di Carmen e la invita ad assistere alla corrida di Siviglia. Fuori dal posto dove si svolge la corrida, Don Josè, ormai in rovina per colpa della gitana, incontra Carmen.

La donna ha perso ogni interesse per lui, eppure decide di incontrarlo . Don Josè invita la zingara a iniziare una nuova vita insieme in un altro paese, ma Carmen rifiuta. Il soldato, cieco di gelosia e consapevole di aver perso ogni cosa, la uccide con una pugnalata.

La scena della morte è carica di pathos, perché le note della tragedia sanguinosa si alternano a quelle trionfanti e festose della corrida che si sta svolgendo.

_ ASCOLTO: opera completa

La prima rappresentazione della Carmen fu all’”Opéra Comique” di Parigi il 3 Marzo 1875, ma non fu apprezzata, accusata di “immoralità, di oscenità, di mancanza del senso del teatro, di rottura di tutte le tradizioni di buon gusto”. Anche la musica non fu gradita agli amanti della tradizione, perché giudicata dai critici, troppo “wagneriana”.

In Italia fu rappresentata al Teatro Bellini di Napoli il 15 novembre 1879.
Nessuno poteva presumere nel 1875 che la Carmen avrebbe fatto scuola, dopo così tante perplessità di pubblico. Carmen restò l’insuperabile capolavoro del cosìddetto genere verista.
F. Nietzsche disse dell’opera:

“Questa musica mi sembra perfetta […]; è malvagia […] , fatalista: malgrado ciò essa resta popolare, ha la raffinatezza di una razza, non quella di un individuo.”

 

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