“Impara a dire no” di Loredana Preda

“Impara a dire no” di Loredana Preda

Impara a dire no

“Impara a dire no” di Loredana Preda

Lettere al Femminile

Lettere al Femminile

Impara a dire no: lettera a tutte le figlie del mondo.

Figlia mia, per guarire il rapporto con te stessa, impara anche a dire NO.

Impara a dire di NO al piangersi addosso, a chiedere l’altrui compassione.

Impara a dire di NO alla paura, alla bambina obbediente, alla donna silente, alla lavoratrice instancabile, alla seduttrice eterna, alla perfezione, alla persona che si accontenta perché dà molto più valore agli altri che a se stessa.

Impara a dire di NO all’amica che sacrifica sempre il suo tempo senza ricevere nulla in cambio, alla madre onnipresente che ha tutto sotto controllo.

Impara a dire di NO senza sentirti più in colpa, senza la paura di non essere più amata o apprezzata, senza sentirti in dovere di giustificarti per ogni gesto, per ogni parola, per ogni tua scelta!

Impara a dire di NO perché ne hai bisogno e perché è un tuo diritto!

Impara a dire di NO per liberarti dal peso dei troppi “sì”, per mettere ordine nel caos.

Impara a dire di NO per mettere a riposo il tuo corpo, la tua mente, il tuo spirito!

Impara a dire di NO per riacquistare solo ciò di cui TU hai bisogno!

Impara a dire di NO per GUARIRE te stessa e RINASCERE!

 

2 risposte

  1. Marina ha detto:

    Mi piace questo spazio, così corale, vero, tutto femminile.
    Quanti sì continuiamo a dire.
    Ecco, per esempio, oggi in una passeggiata in bicicletta, lungo il fiume, pensavo che alla mia veneranda età avrei potuto incominciare a dire dei no, per alleggerirmi, per uscire dai silenzi, dai sensi di colpa.
    Dovrei cambiarmi d’abito, rinascere, ripartire da me.
    Riesco di tanto in tanto mentre scrivo poesia.
    Ne lascio una

    Qualcosa di inspiegabile. Così,
    mentre sposti le cose. Come un cane
    cammini e trovi inezie. Lì escono orme
    di farfalle, antichi relitti d’anime,
    l’idea del fuoco. Con l’oscillare
    del corpo in un metronomo, sei un po’
    di là, zolla, urto che riceve il cosmo.

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