Nicholas Barreau: amori a Parigi

Nicholas Barreau: amori a Parigi

Nicholas Barreau: amori a Parigi

a cura di Elisabetta Ferri

Questa volta voglio fare qualcosa di diverso. Non vi recensirò un libro, bensì un autore, perché finora non mi ha deluso: Nicholas Barreau.

Di questo giovane quarantenne si conosce ben poco: madre tedesca, padre francese, ha studiato lingue romanze alla Sorbonne e ha lavorato come libraio.

Nonostante il nome, scrive in tedesco, perciò se frequentate le biblioteche pubbliche non cercatelo tra gli autori francofoni, mentre nelle librerie lo potete trovare solo tra le pubblicazioni di Feltrinelli.

Barreau ha uno stile scorrevole e piacevole.

Se volete portarvelo in spiaggia o se volete più semplicemente perdervi per un paio d’ore in qualche fantasticheria, è l’ideale. Le sue storie non sono mai pretenziose, a volte sono forse un po’ ingenue, ma lievi e garbate.

I personaggi sono sovente dei sognatori incalliti che vivono nel loro mondo, innamorati dell’amore e in cui ci si può tuttavia identificare.

Ho consigliato a molte persone Lettere d’amore da Montmartre e sono rimaste tutte entusiaste del suo tenero romanticismo: un giovane vedovo, su consiglio della moglie morente, le scrive delle lettere che nasconde in un “segreto” ricavato nella lapide. Questo espediente aiuterà a poco a poco il protagonista a chiudere il dolore in un angolo del cuore e a innamorarsi di nuovo.

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L’amore è infatti il grande protagonista di ogni storia di Barreau, insieme a Parigi. Le descrizioni della grande metropoli sono assolutamente fedeli. Sembra di camminare davvero per la città: vengono riportati nomi, numeri civici, particolari come targhe o altri elementi del decoro urbano.

E io, che sono una scettica per natura, vado sempre a controllare su Google streetview gli itinerari descritti.
Che meraviglia quando ritrovo per davvero ogni elemento indicato da Barreau, come la targa commemorativa al numero 30 di Rue du Dragon.

Un altro titolo che mi ha colpito è Parigi è sempre una buona idea, perché racchiude una piccola sorpresa su cui verte tutto l’intreccio.

Rosalie Laurent ha una cartoleria, in Rue du Dragon, ed è un’acquarellista. Un giorno entra nel suo negozio un certo Max Marchais, un famoso scrittore di libri per bambini. L’uomo è rimasto colpito dalle cartoline di auguri dipinte a mano dalla ragazza e le chiede di illustrare il suo nuovo lavoro. In realtà, Marchais ha perso da anni la vena creativa e ha deciso di riesumare un vecchio manoscritto che cela un mistero.

Rosalie accetta e la favola ottiene molto successo. Un giorno, però, l’avvocato americano Robert Sherman piomba furioso nella cartoleria di Rosalie e accusa lei e Marchais di plagio.

Superati gli iniziali dissapori, i due giovani iniziano a indagare insieme per scoprire quali segreti celi l’anziano scrittore.
Il racconto in questione è stato scritto da Barreau stesso e s’intitola La tigre azzurra. Il testo è riportato per intero all’interno del romanzo ed è stato pubblicato anche nelle collane per ragazzi (in Italia è edita da Feltrinelli Kids ed è illustrata, con spettacolari immagini a piena pagina, da Simona Mulazzani).

Se l’avessi letta da piccola sarebbe stata di certo tra le mie storie preferite e avrei sognato anch’io di stringere amicizia con una tigre azzurra del cielo come Hélöise, di curarle la zampa ferita e di fare un magnifico volo notturno sopra Parigi a cavallo del suo dorso.

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Oltre ai romanzi appena citati, ve ne consiglio un terzo La donna dei miei sogni, perché piuttosto divertente. Antoine è un libraio e un giorno, in un café incontra la donna dei suoi sogni. I due non hanno modo di parlarsi, ma lei riesce a far avere ad Antoine un bigliettino con il suo nome e il suo numero di telefono proprio appena prima di andarsene.

Il ragazzo è al settimo cielo, vola già con la fantasia e si perde in pensieri romantici quando un piccione malandrino rovina tutto. Antoine si affretta a pulire il bigliettino, ma l’ultima cifra del numero di telefono è divenuta illeggibile.
Colto dall’ansia, Antoine impugna il cellulare e inizia a comporre dei numeri nella speranza di ricostruire quello fornitogli da Isabelle. Inizia così una folle corsa contro il tempo, tra equivoci ed episodi imbarazzanti.

Per me, che amo la saggistica e autori più impegnativi, Barreau è la tipica lettura leggera e poco impegnativa, ma devo confessare di essere rimasta piacevolmente sorpresa da questo giovane scrittore.

Chissà, magari è tutto merito di Parigi…

 

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