Vera – di Elizabeth Von Arnim

Vera – di Elizabeth Von Arnim

Vera – di Elizabeth Von Arnim

recensione di Paola Treu

vera

Vera, il romanzo di Elizabeth Von Arnim, è la storia di un amore malato, in cui è la donna l’anello più debole.

“Lucy scoprì che il matrimonio era diverso da come l’aveva immaginato. Anche Everard era diverso. Tutto era diverso.”

Lucy Entwhistle, ventiduenne, sposa in seconde nozze Everard Wemyss, affascinante uomo maturo di mezza età. A unirli è il tragico destino del lutto, che ha colpito entrambi: lei infatti è appena rimasta orfana del padre, mentre lui ha perso la moglie, morta, a suo dire, cadendo accidentalmente da una finestra della loro residenza di campagna.
Fin dall’inizio, il marito si rivela del tutto diverso dal gentile e tenero fidanzato che si era mostrato nei suoi confronti: dietro alle attenzioni premurose, difatti, si cela un uomo egocentrico, dispotico, manipolatore e desideroso di potere.

La moglie non è la compagna di vita da amare e accudire, ma è il trofeo di cui vantarsi, è una proprietà a dimostrazione che egli ottiene sempre ciò che vuole. E Lucy è completamente plagiata dalla volontà di Everard, poiché solo lui sa distinguere “ciò che è giusto da ciò che non lo è.”

Rientrati dal viaggio di nozze, vanno immediatamente a risiedere a The Willows, la casa che è stata testimone della drammatica morte di Vera, la prima signora Wemyss. La sua presenza, che ancora si percepisce in ogni angolo dell’abitazione, dapprima inquietante e invadente, diventerà poi amica e confortante, sulla quale Lucy spera di poter fare affidamento per affrontare la vita coniugale con Everard e il suo rigido e crudele atteggiamento.

“Le Sacre Scritture dicevano che nell’amore non c’è paura; anzi, l’amore perfetto caccia via la paura, ma non sapevano di cosa parlavano, perché l’amore che lei provava per Everard era perfetto e ciononostante temeva quell’uomo.”

La casa del marito, non “la loro”, si trasforma presto in un luogo di prigionia, dove Wemyss tiene  “la sua bambina, la sua dolce bambina” tutta per sé, isolata dal resto del mondo e la cui sola occupazione è quella di dover compiacere lo sposo viziato, capriccioso e facilmente irascibile.

Il racconto della violenza psicologica a questo punto si fa claustrofobico e la rabbia è tanta nell’assistere alla parabola di distruzione perpetrata ai danni di una giovanissima e ingenua donna, sopraffatta da sentimenti irrazionali e inconsapevole del mostro che ha accanto, e che giunge persino a convincersi di essere inadeguata e la causa della collera del marito.

“Lizzie era via da neanche cinque minuti che Lucy era già passata dall’infelicità e dallo smarrimento al giustificare il comportamento di Everard; nel giro di dieci minuti ebbe ben chiare le buone ragioni per cui si era comportato in quel modo; in capo a un quarto d’ora si era addossata tutta la colpa per gran parte di ciò che era successo.”

Colpisce la capacità straordinaria dell’autrice di narrare, con una prosa essenziale, diretta e ricca di ironia, il tema della dipendenza in amore.

La Von Arnim è inoltre brava nell’indagine psicologica e nel restituire il flusso di pensieri di ciascun personaggio, con un sapiente gioco di rimandi da un paragrafo all’altro che, senza creare confusione, offre una visione più ampia dell’intera vicenda.

Vera è un libro scritto nel 1921, eppure estremamente moderno, per stile e contenuto. La questione della violenza sulle donne, ancora così terribilmente attuale, è trattata con una lucidità senza retorica e priva di moralismo.

La scrittrice femminista Rebecca West riconosce all’opera una portata ideologica estremamente importante per la creazione di una coscienza femminile.

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Sinossi
:

Una mattina d’estate del 1920 la giovane Lucy perde il padre in maniera inaspettata e a causa del tragico evento si ritrova sola e disperata, priva di ogni speranza per il futuro.

È uno sconosciuto, incontrato per caso sulla soglia di casa in Cornovaglia, a destarla dal torpore che il lutto improvviso le ha causato: il legame con Everard Wemyss, quarantenne da poco rimasto vedovo, è immediato, e la condivisa afflizione per la recente perdita di una persona cara genera tra i due un’inattesa e confortante intimità.

Quell’uomo che conosce appena, e che agli occhi di lei appare solido, genuino e premuroso, s’insinua nella quotidianità e nei pensieri della ragazza, afferrando con risolutezza le redini della sua vita.

Ma il tanto atteso matrimonio con Wemyss sarà diverso da come Lucy aveva sognato e le mura della casa dove il marito la porterà dopo le nozze diverranno quelle di una lussuosa e tetra prigione le cui giornate sono scandite da illogici rituali, un luogo in cui Lucy non si sentirà mai davvero accolta e dove la prima moglie,

Vera, morta in torbide circostanze, si rivelerà un’entità ancora presente e palpabile, capace di turbarla nel profondo.

Elizabeth von Arnim, scrittrice talentuosa e di grande successo, torna in libreria con una storia avvolta da un’inedita atmosfera noir. Con una scrittura limpida e venata di sarcasmo, la von Arnim trascina il lettore in un’inquietante relazione dominata da un uomo ossessivo ed egoista, e gli consegna quello che, secondo il parere della stessa autrice, è il miglior romanzo che abbia mai scritto.

Titolo: Vera
Autore: Elizabeth Von Arnim
Edizione: Fazi, 2019

 

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